Template CVCP by Gianluca Cassarino
Al CVCP nasce il progetto "Vela e Handicap" PDF Stampa E-mail
mercoledì 17 giugno 2009
Con il 2009 il CVCP si apre a nuove importanti iniziative tese a sviluppare temi di carattere sociale legati allo sport della vela.
In particolare il nostro Club si è fatto promotore del progetto denominato 

il mare, la vela ed il portatore di handicap: un intervento riabilitativo e di inserimento sociale attraverso lo sport  della vela  

che si avvale della importante 
collaborazione della “Associazione genitori di bambini portatori di handicap” e della Associazione “Ali sul Mare” rivolto ad utenti con disabilità psicofisica ed ai loro genitori.
Il percorso si articola nel periodo compreso tra aprile e novembre, su due livelli: uno formativo e l’altro esperienziale, e si integra perfettamente con gli scopi statutari del CVCP che in primo luogo prevedono la attività di promozione della vela.
Gli obiettivi generali che il  progetto si prefigge di raggiungere sono:

   1.     riduzione del pregiudizio legato alla malattia psicofisica;
   2.     realizzazione di un intervento formativo/esperienziale e di una riabilitazione sociale attraverso lo sport della vela;
   3.     creazione di un contesto di intervento e apprendimento in cui il sistema tecnico (istruttore), quello familiare (utenti e famiglie) ed il CVCP (operatori e volontari) possano condividere la stessa esperienza attraverso la conoscenza della vela e del mare come mezzo e metafora del processo terapeutico riabilitativo e di integrazione sociale;
   4.     miglioramento della qualità della vita degli utenti e dei loro familiari;
   5.     costituzione di un gruppo “vela e disabili” stabile.

Il progetto si attende in generale il miglioramento dell’autostima e di autorealizzazione attraverso il raggiungimento  del senso di responsabilità e della capacità di risoluzione dei problemi all’interno del gruppo, un potenziamento dell’autocontrollo e dell’autorealizzazione.
 Il progetto si attende, più nello specifico:

  1. riduzione del senso di solitudine e di mancanza di riferimenti obiettivi;
  2. la possibilità e l’occasione di crescere, cambiare ed emozionarsi;
  3. riuscire ad accettare e condividere i propri limiti e le regole del gruppo (la barca come contenitore e individuazione di ruoli);
  4. la capacità di produrre cambiamenti e influire sull’ambiente con il proprio supporto;
  5. migliore apertura, socialità ed accettazione dell’altro da parte del singolo utente;
  6. migliore apertura, socialità ed accettazione da parte della società.
 L’iniziativa prevede la partecipazione di istruttori formati in aula da insegnanti di sostegno e medici del settore sul tema della disabilità psicofisica e sul processo riabilitativo psicosociale con esperienze pratiche in mare che prevedono che i genitori possano seguire sul gommone appoggio l’attività dei figli.
La barca a vela quindi come “acceleratore” delle dinamiche sociali positive, come potenziamento delle abilità psicomotorie quali l’equilibrio, la coordinazione e l’orientamento spazio temporale che nasce dalla comprensione delle dinamiche tra mare, vento e direzione, per il miglioramento delle abilità cognitive quali la percezione, l’attenzione, la concentrazione e la memoria, il riconoscimento delle proprie emozioni ed il loro controllo.
Le esperienze verranno documentate attraverso foto, filmati e testimonianze degli utenti e dei genitori.
Buon lavoro quindi a tutti gli aderenti al progetto.
 
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